Interrogazione su i lavoratori in Cassa integrazione in deroga e TFR

Bologna, 21 ottobre 2010

Questa mattina il Capogruppo della Federazione della Sinistra presso l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna Roberto Sconciaforni ha presentato un’interrogazione a risposta scritta – che alleghiamo – per chiedere alla giunta regionale dell’Emilia Romagna di chiarire se durante il periodo di cassa integrazione in deroga i lavoratori maturano il diritto al TFR e di indicare all’Inps le modalità e i termini con cui dette quote devono essere riconosciute e corrisposte rimuovendo, in tal modo, le incertezza che in quest’ultimo periodo sono emerse. Inoltre, Sconciaforni ha richiesto anche quali iniziative  la Giunta Regionale intende intraprendere nei confronti del Governo al fine di poter assicurare anche per l’anno 2011 il riconoscimento degli ammortizzatori sociali in deroga, dal momento che c’è il forte rischio che i lavoratori in cassa integrazione – in gran parte già vittime di ritardi nel ricevere le retribuzioni – rimangano senza soldi. Per Sconciaforni i lavoratori che già pesantemente e ingiustamente stanno pagando le conseguenze di questa crisi non possono vedersi privati di un diritto come il Trattamento di Fine Rapporto.

—Segue il testo dell’interrogazione—

Al Presidente dell’Assemblea Legislativa

della Regione Emilia-Romagna

SEDE

Interrogazione a risposta scritta

PREMESSO CHE

  • E’ necessario un intervento da parte della Regione Emilia Romagna che chiarisca la parificazione dei diritti dei lavoratori che hanno usufruito e continuano ad usufruire della cassa integrazione in deroga riguardo la percezione delle quote di  T.F.R. maturato durante detto periodo, rispetto ai lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali non in deroga;
  • il mancato intervento su detta problematica determina, oltre che una grave violazione dei diritti dei lavoratori, anche il fatto che spesso alle Organizzazione Sindacali viene richiesto di escludere la maturazione delle quote di TFR durante la cassa in deroga, ciò per evitare che possano gravare sul datore di lavoro;
  • la situazione è ancora più grave nell’ipotesi di procedure concorsuali (fallimenti, concordato preventivo ecc…). In dette situazioni  tale onere, creando di fatto un conflitto tra gli interessi dei creditori dell’azienda e il diritto dei lavoratori di fruire di uno strumento di ammortizzazione sociale, indebolisce potenzialmente l’efficacia di quest’ultimo rispetto al primario fine della salvaguardia occupazionale. Per dette ragioni, inoltre, l’interpretazione della norma data dall’Inps non è in conformità con lo scopo e la ratio perpetrata dal legislatore con il provvedimenti di estensione degli armonizzatori sociali, determinando, fra le altre cose, una disparità di trattamento tra i lavoratori, svuotando parte della funzione che questo importante strumento assolve per il sostentamento del reddito dei lavoratori dipendenti di azienda in stato di crisi;

CONSIDERATO CHE

  • con il messaggio n. 14963 INPS del 8 giugno 2010,  l’Istituto afferma che non è previsto il rimborso delle quote di T.F.R., maturate nel periodo di sospensione per intervento della C.I.G. “in deroga”, alle aziende in cui non vi sia ripresa dell’attività produttiva al termine del periodo di fruizione, in quanto non vi sarebbe norma che lo preveda specificatamente, differentemente da quanto accade in caso C.I.G.S. ai sensi della 223/91;
  • la Delibera Regionale 692/2009 che disciplina la così detta cassa integrazione in deroga, afferma che detto strumento ha la medesima natura degli strumenti “ordinari” così come previsti dalla normativa preesistente  e  non devono quindi essere considerati come nuovi e diversi strumenti,  ma estensione degli strumenti “ordinari” già esistenti con la rimozione, se pur temporanea,  dei limiti posti dalla normativa preesistente;
  • ciò trova conferma nell’art 2.1 dell’allegato 1/B della delibera regionale, “Ambiti e modalità di applicazione” in merito ai criteri individuali di acceso nel quale è riportato: “al fine di garantire  criteri omogenei di accesso a tutte le forme di integrazioni al reddito si applicano anche ai lavoratori destinatari dei trattamenti in deroga di Cassa Integrazione Ordinaria e/o Straordinaria Guadagni, di Mobilità e di Disoccupazione Speciale le disposizioni rispettivamente di cui all’art. 8 comma 3 della L.160/88 e art. 16 comma 1 della Legge n. 223/91.[..]”.

CONSIDERATO INOLTRE CHE

  • la cassa integrazione in deroga non costituisce un istituto a se stante, ma, come già detto, un’estensione di quelli previgenti, la conseguenza deve essere una omogeneità della disciplina dell’istituto, anche sotto il profilo economico e previdenziale.

SI RICHIEDE

  • che  la  giunta  regionale  Regione Emilia Romagna chiarisca se durante il periodo di cassa integrazione in deroga i lavoratori maturano il diritto al TFR e indichi all’Inps le modalità e i termini con cui dette quote devono essere riconosciute e corrisposte, rimuovendo, in tal modo, le incertezza che in quest’ultimo periodo sono emerse ed hanno determinato un nocumento ai diritti dei lavoratori che in questo periodo sono già abbastanza esposti al rischio di essere ridotti, se non rimossi.
  • quali iniziative  la Giunta Regionale intende intraprendere nei confronti del Governo al fine di poter assicurare anche per l’anno 2011 il riconoscimento dei c.d. ammortizzatori in deroga.

Bologna, 21 ottobre 2010

Il Capogruppo

Roberto Sconciaforni

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